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Domenica, Energy Albignasego, Padova Basket e Virtus Padova giocano ai Tre Garofani in memoria di Alberto Cardin

Si svolgerà domenica, a partire dalle 15, presso la palestra Tre Garofani di via d’Acquapendente (zona Madonna Pellegrina), la seconda edizione del Torneo di minibasket-Memorial Alberto Cardin, giocatore di Padova Basket e Virtus Padova, nonché viceallenatore del settore giovanile neroverde, scomparso prematuramente a soli 24 anni in seguito a una malattia incurabile.

All’evento parteciperanno i gruppi Esordienti (annate 2005-2006) di Padova Basket (gruppo composto dai ragazzi della Polisportiva Tre Garofani e del Centro minibasket Orfeo), Energy Basketball (pool formato dai ragazzi di Minibasket Albignasego e Quickly) e Virtus Padova.

Sugli spalti saranno presenti familiari e amici. L’invito a partecipare è esteso a tutti coloro che hanno conosciuto Alberto e che desiderano cogliere l’occasione per ricordarlo insieme.

Questo il programma:

Gara 1: ore 15, Padova BasketEnergy Albignasego.

Gara 2; ore 16, Virtus PadovaEnergy Albignasego.

Gara 3: ore 17, Padova BasketVirtus Padova.

A seguire premiazioni, saluti e buffet offerto dagli amici del “Cardo”.

 

CHI ERA ALBERTO CARDIN

alberto-cardin_1Era il 2 agosto dell’anno scorso, quando all’ospedale di Aviano si spegneva Alberto Cardin, ricoverato a causa di un male purtroppo incurabile. Nato il 25 giugno 1981, Alberto mosse i suoi primi passi sul parquet con la maglia del Padova Basket, che indossò per qualche anno. Passò quindi alla Virtus nel periodo dell’adolescenza, dovendo però rinunciare al basket giocato a soli 17 anni, a causa di un cuore un po’ bizzoso che non gli consentiva più di ottenere l’idoneità sportiva per scendere in campo. La sua passione lo portò però a rimanere ancora un poco nell’ambiente, prima come miniarbitro e poi come viceallenatore nel settore giovanile neroverde.

Quello del cestista, tuttavia, era solo uno degli aspetti che caratterizzavano Alberto, ragazzo brillante e pieno di interessi, tra i quali la riflessione intellettuale, che coltivava come studente alla facoltà di Filosofia, nonché la musica, che lo vedeva impegnato sia nella veste di compositore, che in quella di “performer” con il tamburo djembe.

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L’Albignasego inserisce Sebastiano Berto e blinda il gruppo storico

È Sebastiano Berto il primo innesto dell’Albignasego Basket per l’annata sportiva 2016-2017. Nato il 5 aprile del 1996, il giovane esterno, cresciuto nel vivaio della Virtus Padova, è reduce da una stagione in serie D a Roncaglia e con l’Under 20 dell’Union Vigonza. Giocatore duttile, dotato di ottima visione di gioco e intelligenza cestistica, ricopre in genere il ruolo di guardia, ma è in grado di destreggiarsi all’occorrenza anche in fase di playmaking. Prima di approdare l’anno scorso a Roncaglia, Berto ha fatto parte della formazione virtussina, che ha conquistato la promozione in serie B, ritagliandosi in campo minuti preziosi. Inserito nelle rotazioni da Massimo Friso, ha potuto accrescere ulteriormente la propria esperienza in C Nazionale, dopo aver esordito giovanissimo in DnC nel 2012-2013. Alla sua prima vera annata in un campionato senior in D Regionale, ha mantenuto la propria media realizzativa attestandosi a quasi 9 punti su un totale di 27 partite disputate.

Nello scacchiere del riconfermato coach Benetollo andrà a rinsaldare la batteria di esterni, che ha già registrato importanti conferme. Vestiranno infatti ancora la maglia giallonera: Marcello Berti, Cristano Gallocchio, Marco Nanti e Giacomo Vizzotto. Sul fronte interno, oltre all’albignaseghese Luca Fabian, è inoltre rinnovato il rapporto ormai decennale, che lega il capitano Francesco Nanti ai colori dell’Albignasego. Ala forte-centro, classe 1987, insieme al cugino Marco e a Vizzotto, è uno dei capostipiti della “vecchia guardia”, con i quali la società vuole provare a riconfermarsi nel prossimo impegnativo campionato di serie C Silver.

Nei prossimi giorni, verranno definite altre operazioni, che perseguiranno l’obiettivo di rafforzamento del gruppo, che lo scorso maggio ha agguantato meritatamente la finale playoff con lo Sportschool Dueville cullando a lungo il sogno dell’accesso in C Gold.

PIPPO_RIZZI (BONALORE)

Albignasego si rituffa nel campionato: la volata playoff scatta a Roncade

Dopo la pausa pasquale e lo slittamento dell’incontro con la Benetton Treviso per la coincidenza del torneo internazionale di Mannheim, che ha visto impegnati tra le file della Nazionale azzurra Under 18 anche i trevigiani Isacco Lovisotto e Cesare Barbon, l’Albignasego torna finalmente a disputare una gara ufficiale. Domenica, alle 17.30, i ragazzi di Maurizio Benetollo calcano l’ostico parquet di Roncade. Tre settimane di sosta forzata sono servite ai gialloneri per recuperare da acciacchi e fastidi di varia natura, ma anche in terra trevigiana bisognerà fare i conti ancora una volta con una defezione nel reparto lunghi: Filippo Rizzi (foto Bonalore), infortunatosi nell’ultima partita della Virtus Padova nel campionato Under 20 Eccellenza, sarà costretto a restare fermo ai box. Il giovane, che gioca in doppio tesseramento ad Albignasego, ha rimediato una lieve lesione meniscale (fissurazione del menisco, annesso a un problema al legamento posteriore del ginocchio), che necessita di terapie e rinforzo muscolare per scongiurare l’intervento chirurgico. Per disinfiammare il menisco occorreranno almeno altre 2-3 settimane.

«A parte Pippo, ci saremo tutti – osserva coach Benetollo – Purtroppo, tra la Pasqua e il rinvio con la Benetton, siamo fermi da tre settimane. Abbiamo disputato soltanto un’amichevole con l’Abano Montegrotto, in cui abbiamo fatto abbastanza bene. Fisicamente siamo apposto: Marco Nanti ha ripreso il suo posto e sia Livio che Francesco Nanti hanno ritrovato la condizione. Come Albignasego, Roncade non attraversa un momento brillantissimo, viene da tre sconfitte consecutive, ma proprio per questo sarà intenzionato a rifarsi. È un’avversaria molto tignosa, specie in casa: il fattore campo sarà sicuramente importante, ma noi andremo lì per fare risultato. Fortunatamente, la classifica si è mossa poco, entrambe le squadre sono appaiate a quota 24 punti. Sarà una sfida interessante, che potrebbe valere una posizione playoff. Chi vince staccherà l’altra di due lunghezze. Se riuscissimo a passare a Roncade, la nostra vittoria però varrebbe doppio, avendo già conquistato i due punti all’andata (63-51, ndr)».

Con la trasferta di domenica, scatterà la volata per i playoff, che vedrà i gialloneri chiamati a un autentico tour de force nei prossimi sette giorni: mercoledì prossimo, ore 21, al Pala Gazzabin verrà infatti recuperato il match con la Benetton, mentre sabato prossimo, ore 18.30, sempre al palasport di via Torino, sarà ospite l’Europa Bolzano.

L’INTERVISTA. Il “Gallo” Cristiano Gallocchio: «Ce la metteremo tutta per arrivare fino in fondo»

Il 2015 della palla a spicchi può dirsi ufficialmente concluso. Sono state molte quest’anno le partite spettacolari, e i colpi di scena sui parquet di Padova non sono certo mancati. Nonostante ormai i campionati siano quasi tutti giunti al giro di boa, possiamo star certi di una cosa: il meglio deve ancora venire. La squadra che seguivamo più da vicino questo fine settimana era l’Albignasego, per vedere se sarebbe riuscito o meno a restare agganciato al gruppo di testa. Purtroppo, a Bolzano non c’è stato niente da fare: un secco 67-57 condanna gli uomini di coach Benetollo a una sconfitta pesante contro una formazione decisamente non imbattibile. Ha sicuramente influito anche l’infortunio di Rizzi, limitato a soli 5 minuti sul parquet per un problema all’inguine.

La buona notizia per noi arriva quando riusciamo a incrociare, all’uscita del palazzetto, un giovane virtussino, neroverde dalla testa ai piedi, che quest’anno cerca di trovare spazio proprio all’Albignasego. Proprio lui, Cristiano Gallocchio, che gioca in Virtus da quando non era ancora esattamente proprio alto come adesso. Abbiamo colto la palla al balzo e puntato i riflettori su di lui.

Gallocchio al tiro dall'arco

Cris, la sconfitta pesa abbastanza: questo campionato qualche volta si dimostra davvero imprevedibile. Come procede la tua prima stagione senior?

«È senza dubbio un’esperienza nuova per me, anche se gli anni scorsi ho avuto la possibilità di giocare con la prima squadra in Virtus. Qui nessuno regala niente: per guadagnarsi minuti in campo bisogna lavorare molto, anche perché prima di me ci sono tanti giocatori con una grandissima esperienza. Penso a un veterano come Vizzotto, è difficile entrare al posto suo. La cosa positiva è che quando gioco bene l’allenatore me lo riconosce, lasciandomi in campo di più. È questo il compito dei giovani, credo».

Albignasego quest’anno convince sì, ma non troppo. Un pregio e un difetto di questa squadra?

«La cosa che ho notato subito arrivando qui è che c’è un nucleo di giocatori affiatatissimi, che giocano insieme ormai da tempo. C’è una grande coesione, un bel gruppo a cui noi giovani ci siamo aggregati benissimo. D’altro canto, però, credo che questa sicurezza in noi stessi ci porti spesso a giocare fuori dagli schemi: pensiamo che anche senza ordine il canestro arrivi comunque. A volte credo sia necessario ragionare un po’ di più, soprattutto in attacco».

Dove può arrivare l’Albignasego 2015-2016?

«Io spero fino in fondo. Bisogna tenere conto però che, con la riforma dei campionati, molti giocatori di altissimo calibro sono scesi di categoria, chiaramente alzando il livello generale. Noi siamo una buona squadra, ma le quattro che guidano la classifica sono veramente forti. Sarà dura salire, ma ce la metteremo tutta».

Il numero 18 dell'Albignasego in difesa

Quest’anno hai deciso di dedicare tutta la tua attenzione all’Albignasego. Perché non fare una serie D e l’Under 20 in Virtus come tanti tuoi ex compagni?

«Condivido l’idea dei dirigenti della Virtus: il mio percorso giovanile poteva benissimo essere concluso con la DnG l’anno scorso, quest’anno era il momento di sperimentare una squadra senior a tempo pieno. All’inizio ero stato contattato anche da Roncaglia, ma poi ho pensato che ad Albignasego posso confrontarmi con giocatori molto forti e quindi ho più possibilità di migliorare. Credo sia meglio così: l’anno scorso lo stress del doppio campionato era tanto, adesso ho più tempo per concentrarmi su una cosa sola e farla bene».

Se ripensi a via Tadi chi ti viene subito in mente?

«Ovviamente il mio amico “Pega” (Alberto Peghin, nda) che adesso studia a Milano. Con lui ho iniziato a giocare in Virtus a sei anni e ho finito l’anno scorso con la DnG, il massimo campionato giovanile. In pratica abbiamo giocato ogni nostra partita insieme. Spero che torni presto a Padova».

Con le parole di Gallocchio, il basket dei campionati regionali si prende un periodo di stop. Le prime partite ufficiali le rivedremo solo il 6 gennaio.

Sebastiano Berto

Albignasego, debutto vincente: Dueville piegato all’overtime

Esordio da cardiopalma nel ridenominato campionato di C Silver per l’Albignasego Basket, che tra le mura domestiche del Pala San Lorenzo riesce a spuntarla sullo Sportschool Dueville soltanto nel tempo supplementare. La partenza a razzo aveva illuso i gialloneri di poter condurre agevolmente il match (21-9). Il secondo parziale (8-18) era però tutto a favore degli ospiti, che prima dell’intervallo lungo recuperavano il disavanzo tornando a un possesso di distanza (29-27). Molte sbavature da ambo le parti mantenevano basso il punteggio nel terzo periodo (7-7). Nell’ultimo quarto i vicentini avanzavano anche fino al +6, ma nella volata finale i padroni di casa colmavano il gap: sotto di 4 lunghezze (47-51), a 46’’ dallo scadere, Nicola Nanti in lunetta realizzava il -2 (49-51); Dueville perdeva palla nell’attacco seguente e Livio con altri due liberi poteva impattare a quota 51, quando mancavano pochissimi secondi alla sirena.

All’extratime, Roin (nella foto) faceva 1/2 dalla linea della carità, mentre Shcherbyna segnava quattro punti consecutivi con un piazzato e un viaggio in lunetta (52-55). Il finale, però, era tutto della coppia Roin-Livio. Era infatti Roin a trasformare il nuovo -1 (54-55) e poi infilare la tripla del sorpasso (58-55), subito dopo il libero del pari firmato da Livio (55-55). Dueville provava ancora a riacciuffare i gialloneri con Shcherbyna a cui però tremava la mano al tiro da fermo. Sul ribaltamento di fronte, la palla finiva dentro in area tra le mani di Livio, che spediva a +5 gli albignaseghesi. Uscito per 5 falli anche il tedesco Mink, allo Sportschool restava soltanto il tempo per un ultimo sussulto con Sinicco (61-58). A mettere in ghiaccia la vittoria toccava a Roin in penetrazione e Livio da sotto (64-58).

Da segnalare tra le fila giallonere l’ingresso ufficiale dell’ala Cristiano Gallocchio, ultimo acquisto del mercato estivo in arrivo dalla Virtus Padova, e del vice allenatore Martino Gabaldo, già assistente di Maurizio Benetollo alla 3P Crm Mortise ed ex tecnico della Pallacanestro Albignasego in Promozione.

Nella seconda giornata di C Silver, domenica prossima, ore 18, Vizzotto e compagni saranno impegnati in terra scaligera contro la Cestistica Verona.

 

Il tabellino: ALBIGNASEGO BASKET – SPORTSCHOOL DUEVILLE 65-58

(dopo un tempo supplementare)

ALBIGNASEGO BASKET: Nanti N. 4, Roin 13, Paccagnella n.e., Rizzi 8, Nanti F. 10, Livio 15, Vieno, Berti 3, Gallocchio, Vizzotto 12. All. Benetollo, viceall. Gabaldo.

SPORTSCHOOL DUEVILLE: Ronzani 2, De Marco 11, Frigo 1, Caneva 6, Perin 3, Forner, Cervo 10, Shcherbyna 13, Mink 9, Sinicco 3, Lunardon n.e. All. Bortoli.

Arbitri: Pinna di Salgareda (Tv) e Bortolotto di Castello di Godego (Tv).

Note: parziali: 21-9, 8-18 (29-27), 7-7 (36-34), 15-17 (51-51), 14-7 (65-58); tiri liberi: Albignasego 16/33, Dueville 10/17; tiri da tre: Albignasego 5 (Roin, Rizzi, Berti, Vizzotto 2), Dueville 8 (De Marco 3, Caneva 2, Cervo, Shcherbyna, Mink); falli di squadra: Albignasego 15, Dueville 28; fallo tecnico: Mink (43’ sul 54-55); usciti per 5 falli: Ronzani, De Marco, Caneva, Mink.

Nanti, Vieno e Rizzi: è tripla per i gialloneri

Arrivano tre rinforzi per la stagione 2015-2016, che vedrà l’Albignasego Basket impegnato nel ridenominato campionato di C Silver. L’ultimo acquisto in ordine cronologico per la formazione del confermato coach Maurizio Benetollo è l’esperta guardia di 182 centimetri Nicola Nanti, classe 1982, cugino di Marco e Francesco, colonne portanti del club giallonero.

NICOLA NANTI. Simbolo e capitano della Pallacanestro Limena, in cui ha militato ininterrottamente fra C/1 e C/2 per oltre due lustri, il maggiore dei tre cugini si è attestato nella sua ultima stagione gialloblù a quasi 12 punti di media a gara, nonostante qualche acciacco ne abbia minato il rendimento. Nicola andrà a rafforzare il reparto esterni, che ha registrato due uscite importanti, quelle di Pietro Scarpa e Marco Nanti. Il primo, che ha capitanato il quintetto albignaseghese per un decennio, ha deciso di salutare il gruppo alla ricerca di nuovi stimoli. L’altro si è invece preso un anno sabbatico dalla pallacanestro.

ANDREA VIENO. Al posto di Marco Nanti, in cabina di regia opererà il giovane Andrea Vieno. Classe 1993, 170 centimetri, Vieno è un playmaker dinamico e moderno, proveniente dalla Pallacanestro Piovese, dove è nato e cresciuto cesticamente. Con la squadra di Gigi Maggetto, ha giocato nell’ultimo biennio in serie D, affermandosi come uno dei migliori registi della categoria. La scorsa stagione ha chiuso con una media di 9.1 punti a partita, saltando però la seconda parte di campionato a causa di un grave infortunio alla caviglia.

FILIPPO RIZZI. Il settore lunghi verrà puntellato dall’Under Filippo Rizzi, ala forte di 195 centimetri classe 1997, in arrivo con la formula del prestito dall’Under 19 DnG della Virtus Padova. Fratello d’arte dell’ex play giallonero Giacomo, Filippo si è messo in luce con la squadra U19 di Massimo Friso realizzando un high season di 29 punti (9.5 la sua media durante la fase regolare) nel match di ritorno contro Casalpusterlengo, che ha regalato ai neroverdi la qualificazione al concentramento Interzona. Il suo innesto servirà a compensare anche lo spazio lasciato libero dal pivot Nicola Navaglia e dall’ala Alberto Ferro, che hanno optato per altre destinazioni.

A Nicola Nanti, Andrea Vieno e Filippo Rizzi, l’Albignasego Basket rivolge il benvenuto e un in bocca al lupo per la loro nuova avventura in giallonero, che scatterà ufficialmente lunedì 24 agosto, ore 19.30, al campo di atletica dello stadio “Toni Franceschini” a Voltabarozzo, con la preparazione affidata al trainer Mirko Menin.

Per Albignasego, è sfida salvezza a Quinto

Dopo le tre sconfitte filate (le ultime nel doppio turno casalingo) a cavallo di vecchio e nuovo anno, Albignasego (nella foto Marcello Berti) è atteso sabato sera alle 20.30 a un autentico scontro salvezza a Quinto di Treviso. Molte le assonanze tra le due squadre, che stanno vivendo un momento difficilissimo: entrambe sono reduci da tre ko consecutivi, entrambe hanno cambiato allenatore ed entrambe frequentano ormai da qualche tempo la zona playout. La società della Marca Trevigiana ha salutato Massimo Giordano, consegnando le chiavi della squadra all’ex coach del Limena Claudio Rebellato, dopo aver ceduto nella prima giornata di ritorno a Bussolengo con il vice Mauro Berto in panca (72-55). Nonostante la spirale negativa e il penultimo posto in classifica, la Polisportiva San Giorgio Quinto è una formazione con ottimi elementi.

Claudio Rebellato

L’AVVERSARIA. Il roster trevigiano comprende infatti giocatori d’esperienza e di categoria come Matteo Giomo, Adriano Zanardo, Marco Cosmo, Francesco Barzan e gli ex gialloneri e Gattamelata Andrea Lena e Francesco Corradini. All’andata, Albignasego vinse in rimonta contro un Quinto coriaceo, che si arrese soltanto nell’ultimo minuto di gioco (68-65).

QUI ALBI. Coach Benetollo, che ridarà vita al vecchio duello con Rebellato ai tempi dei derby tra Virtus e Limena, conta di recuperare i quattro assenti nel match perso di misura al supplementare contro l’Europa Bolzano, in cui mancavano all’appello Luca Fabian, Francesco Nanti, Nicola Navaglia e Luca Roin.

Pellecchia esonerato, subentra Benetollo

La società comunica di aver sollevato Giovanni Pellecchia dall’incarico di capo allenatore dell’Albignasego Basket. La squadra è stata affidata a Maurizio Benetollo (57 anni, foto), tecnico padovano che in passato ha guidato la Virtus Padova in C Dilettanti e DnC, portandola per cinque volte ai playoff. D’accordo con il club d’appartenenza, l’anno scorso Benetollo aveva scelto di chiudere la propria esperienza biennale alla 3P Crm Mortise. Con la 3P, aveva agguantato una difficile salvezza in DnC nella stagione 2012-2013, subentrando in corso d’opera ad Adriano Primon, mentre la passata stagione arrivò ad un passo dalla promozione diretta in C Regionale, dopo l’“auto-retrocessione” e la successiva ammissione in serie D da parte della Fip Veneto.

Benetollo, conosciuto da tutti nell’ambiente cestistico come “Chuck”, condurrà già stasera il suo primo allenamento, in vista dell’importante sfida di sabato contro l’Europa Bolzano. «Avevamo bisogno di lanciare un segnale – spiega il presidente Franco De Marchi – Speriamo che la nuova gestione possa dare una svolta alla stagione e regalarci la salvezza. Siamo dispiaciuti per Giovanni, che ha accettato con serenità la decisione della dirigenza, e con il quale i rapporti restano di reciproca stima e amicizia».

"Chuck" Benetollo

«Dopo aver lasciato la 3P la scorsa estate, non ho mai chiuso nessuna porta – afferma Benetollo – Ho continuato ad allenare a livello giovanile con l’Under 13 dei Raptors Mestrino. Sarei rimasto fermo anche per tutta la stagione, prendendomi un anno sabbatico con i senior, ma è saltata fuori questa occasione prospettatami dal presidente De Marchi e l’ho colta al volo. Dispiace perché quando arriva un nuovo allenatore, c’è ne sempre un altro che se ne va, ma d’altronde funziona così per il nostro mestiere. Qui ad Albignasego c’è un nucleo storico molto saldo. Conosco già molti ragazzi della squadra, con altri invece avrò modo di entrare in contatto soltanto per la prima volta. Penso però che sia un gruppo con le potenzialità giuste per fare molto bene».

  • A Giovanni Pellecchia va il ringraziamento dell’Albignasego Basket per la disponibilità dimostrata e il lavoro svolto negli ultimi mesi con grande professionalità e dedizione. A Maurizio Benetollo rivolgiamo il nostro benvenuto e un caloroso in bocca al lupo per la sua nuova avventura sulla panchina giallonera.

“Il basket di una vita” di Paolo Parpajola

Per addetti ai lavori, tifosi e appassionati di basket del territorio padovano, nominare Paolo Parpajola e Antonio Paperini, per tutti Toni, è come nominare il maestro della pallacanestro padovana e il suo discepolo. Con le nozioni e gli insegnamenti di Parpajola, uno dei decani tra gli allenatori della palla a spicchi veneta, sono cresciuti molti allenatori. Ha dedicato gran parte della propria vita all’insegnamento della pallacanestro giovanile e seniores. Approdato al basket intorno alla metà degli anni sessanta con gli allievi della Virtus, proseguì al Petrarca e alla prima squadra del Cus femminile per poi rincasare alla Virtus come allenatore prima delle giovanili e poi al timone della prima squadra, che mantenne per 10 anni consecutivi. Durante il decennio in neroverde, Parpajola traghettò la Virtus dalla D alla serie B conquistata nell’annata 1975-1976 per poi restarvi altri due anni.

Sui suoi appunti tecnici, che era solito compilare tutti i giorni, ne è venuto fuori un libro, un manuale di tecnica cestistica, un must have per tutti gli allenatori, dal titolo Il basket di una vita curato dal suo discepolo Toni Paperini, con prefazioni di coach Massimo Friso, del giornalista, allenatore e promoter, Giorgio Gandolfi, e di Paolo Baron, caposervizio della redazione sportiva del mattino di Padova.

Per conoscere un po’ meglio quest’opera abbiamo fatto quattro chiacchiere con Toni Paperini, oggi responsabile tecnico del Pool Albignasego Conselve Montegrotto Padova Sud, ma per lungo tempo pilastro portante della società neroverde.

Toni Paperini, intento a disegnare alcuni diagrammi alla lavagna

«Sono nato in via dei Tadi, a 30 metri dal patronato del Duomo, quando ancora la palestra virtussina non era stata costruita e dove gli spazi angusti del patronato consentivano un solo campetto, e pure in cemento. In quegli anni, la visibilità della pallacanestro era in aumento, grazie alla conquista sia del quarto posto alle Olimpiadi di Roma da parte della Nazionale italiana, sia della serie A da parte del Petrarca. Petrarca che, con 9 giocatori di provenienza tutta padovana e uno straniero, coadiuvati in panchina dal famoso allenatore Aza Nikolic, conquistò poi il terzo posto nella massima divisione».

«Tutto questo creò un entusiasmo, che mi influenzò e che non mi ha mai abbandonato – continua Paperini –. A 18 anni iniziai ad allenare in Virtus dove rimasi per circa un decennio, passando dal settore giovanile alla prima squadra. Ma alla Virtus sono tornato in più cicli, un amore non muore mai, uno alla fine degli anni Novanta e un altro che si è concluso nella stagione 2006-2007, l’anno famoso di Lucas Pérez in prima squadra, oggi uno dei migliori giocatori in Argentina, un fenomeno, tra i primi 20 giocatori del paese sudamericano. E quell’anno la Virtus vinse il campionato. Fu un campionato esaltante, non eravamo arrivati tra i primi in regular season, ma ai play off fu tutta un’altra storia».

Quando ha conosciuto Paolo Parpajola?

«È stato il mio primo allenatore quando avevo 15 anni, il mio maestro. È stato lui, che mi ha proposto di diventare allenatore e per 10 anni è stato il capo-allenatore e il mio punto di riferimento tecnico. Per 15 anni sono stato la sua ombra».

Quando è nata l’idea del libro?

«Ci siamo incontrati con Paolo nell’aprile 2012. Si è presentato con due raccoglitori ad anelli, colmi di fogli, appunti, buttati di getto, un manoscritto di circa 250 pagine. “Mi piacerebbe lasciare in eredità questa cosa…” mi disse e da lì è partito tutto. È partita un’impresa che è durata due anni. È stato un lavoro impressionante, che mi ha preso tantissimo e alla fine di tutto mi sono sentito perso».

Il prof Aza Nikolic

Mi racconta del libro?

«In questo manuale viene descritto il “Parpa-pensiero” e la sua filosofia di pallacanestro. Con l’aiuto di Mattia Rossetto e Filippo Ghersel, abbiamo raccolto tutto il sapere cestistico di Paolo e lo abbiamo distillato in oltre 560 schemi-esercizi di semplice e immediata lettura. Tutti schemi che ho ripreso uno ad uno dagli schizzi del mio maestro, un lavoro incredibile ma al tempo stesso entusiasmante. Il libro è una specie di summa di enciclopedia, una sintesi che tocca i principali aspetti del gioco del basket: dai fondamentali al gioco collettivo, esercizi di attacco e di difesa, a metà campo e a tutto campo. Un’opera esemplare, frutto dell’esperienza di una vita dedicata al basket. La mia speranza, condivisa dallo stesso Paolo, è che possa diventare un utile strumento di apprendimento e approfondimento per quanti vogliano intraprendere il percorso di allenatore, i coach dei settori giovanili e i tecnici più esperti delle squadre seniores. Molto estesa è la parte dedicata al palleggio e interessante quella dell’uno contro uno. È un tributo dovuto al mio grande maestro Parpajola, allievo della scuola di Aza Nikolic, forse l’allenatore più famoso d’Europa e di tutti i tempi, i cui allenamenti Paolo andò a osservare dalla tribuna tutte le sere per un anno intero, col taccuino in mano».

Paolo Parpajola (al centro) a pranzo con Massimo Friso e Toni Paperini

Continuiamo con coach Friso che del libro ha scritto la prefazione. «Paolo Parpaiola – ricorda Massimo Friso – fu il mio primo allenatore. Giorgio Frescura, uno dei più promettenti giocatori di pallacanestro e mancato in età giovanile, era un mio carissimo amico. Quando avevo 12 anni, mi portò alla Virtus, dove trovai Parpajola che mi allenò per un anno per poi scartarmi, perché ero troppo piccolo di statura. Fu una grande delusione, ma questo non mi scoraggiò: il mio coach mi aveva insegnato che lo sport significa anche competere, lottare, mettere alla prova il proprio carattere. A lui devo tantissimo, ha influito moltissimo sulla mia vita reale. Giocavo a calcio, anche più che benino, eppure riuscì a farmi amare questo sport e farmi diventare quello che sono stato e sono oggi. Lo devo a lui, che pure mi scartò. Dopo più di 40 anni ricordo ancora gli esercizi che mi faceva fare. La bravura di un allenatore è trasmettere dei fondamentali, che poi si mantengono per sempre. Molti degli esercizi sui fondamentali offensivi e difensivi riportati in questo libro, mi tornano in mente in modo naturale. L’impostazione e l’esecuzione del tiro, del palleggio del passaggio, sono ben scolpiti nella mia mente, come i commenti caustici e i dotti riferimenti cinematografici che accompagnavano le correzioni in allenamento. Consiglio a tutti di leggere questo libro tecnico della pallacanestro di un vero maestro di questo gioco. È un lascito, ma nello stesso tempo rappresenta un punto di partenza. Una fonte d’ispirazione per un movimento cestistico padovano che ha bisogno di ricompattarsi per tornare ai fasti che gli competono. Parpajola fu un grande allenatore della Virtus, dove creò uno zoccolo duro di allenatori che hanno fatto scuola. Ed è su questo che sto lavorando».

Il clinic di Massimo Friso per i tecnici della Virtus

Sulla base degli insegnamenti del maestro del basket padovano, tutti gli allenatori del pool Virtus si sono ritrovati nei giorni passati per una riunione tecnica, sotto la guida del loro direttore tecnico Massimo Friso. Un modo per stare insieme, per migliorare, per lavorare uniti, per portare avanti un progetto. È proprio il caso di dire che “l’unione fa la forza”: l’unione degli allenatori della Virtus fa la forza della società neroverde che vuole trasmettere a tutti, in primis agli allenatori e a cascata ai giocatori, il massimo della pallacanestro padovana».

E per finire mi piace riportare le parole di Paolo Parpajola stampate all’inizio del libro.

Nikolic, Zorzi, Bonali, Pizzichemi sono gli allenatori che più hanno influito sulla mia formazione tecnica. Li ricordo con tanta, tanta nostalgia. Per più di trent’anni ho allenato tre società: il Cus Padova femminile, la Virtus Padova e il Cittadella. Queste società mi hanno dato tanto e resteranno sempre nel mio cuore. Ringrazio infine Toni Paperini per aver visionato e impostato il libro.

E a nome di tutti quelli che l’hanno conosciuto, incrociato sui campi da basket, avuto l’onore di averlo come coach, le quattro parole scritte da Paperini:

Grazie di tutto MAESTRO!!

  • Il libro Il basket di una vita è disponibile nelle librerie su prenotazione o reperibile al link www.editriceartistica.it.

Paola Marini

Albignasego per il Basket Project Padova

È stato presentato a Palazzo Moroni il nuovo consorzio Basket Project Padova, nato da un’idea dell’agenzia di marketing sportivo 4Sport, che ha unito le seguenti realtà della pallacanestro padovana: Petrarca, Virtus Padova, 3P Crm Mortise, Albignasego Basket (con la Scuola Basket Padova Sud) e Roncaglia. Già a partire da questa stagione sportiva, tutte le formazioni aderenti porteranno sulle divise il logo del pool. Alla presentazione ufficiale hanno partecipato circa 200 fra atleti e famiglie di alcune squadre giovanili delle società cestistiche coinvolte (nella foto d’apertura), anche se almeno per il momento il consorzio non prevede ancora un piano sportivo condiviso. Presenti al varo dell’innovativo progetto anche i massimi dirigenti dei club consorziati, Franco De Marchi (Albignasego), Franco Bernardi (Virtus), Gigi Peroni (vicepresidente del Petrarca), Antonio Vendraminelli (3P Crm Mortise) e Antonio Dicensi (Roncaglia), insieme all’assessore allo sport del Comune di Padova, Cinzia Rampazzo.

I 5 rappresentanti del Basket Project Padova con l'assessore allo sport Cinzia Rampazzo

4 OBIETTIVI PER 4SPORT. In sintesi, sono quattro gli obiettivi, che si prefigge il neonato Basket Project Padova: creare una struttura di marketing efficiente, predisporre un piano di marketing e comunicazione ad hoc, introiettare una serie di sponsorizzazioni comuni, reperire nuove risorse sul mercato delle sponsorship e snellire i costi di gestione attuali. La For Sport (4Sport) dei soci Carlo Frangioni e Diego Colombana presiederà di fatto la gestione di spazi commerciali in palazzetti, materiale e abbigliamento tecnico di gioco, banner pubblicitari sui siti web societari, ma si occuperà anche di individuare un unico sponsor tecnico, coordinare l’attività promozionale nei social network e organizzare eventi e iniziative partecipate.

Il logo del consorzio Basket Project Padova