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L’Albignasego inserisce Sebastiano Berto e blinda il gruppo storico

È Sebastiano Berto il primo innesto dell’Albignasego Basket per l’annata sportiva 2016-2017. Nato il 5 aprile del 1996, il giovane esterno, cresciuto nel vivaio della Virtus Padova, è reduce da una stagione in serie D a Roncaglia e con l’Under 20 dell’Union Vigonza. Giocatore duttile, dotato di ottima visione di gioco e intelligenza cestistica, ricopre in genere il ruolo di guardia, ma è in grado di destreggiarsi all’occorrenza anche in fase di playmaking. Prima di approdare l’anno scorso a Roncaglia, Berto ha fatto parte della formazione virtussina, che ha conquistato la promozione in serie B, ritagliandosi in campo minuti preziosi. Inserito nelle rotazioni da Massimo Friso, ha potuto accrescere ulteriormente la propria esperienza in C Nazionale, dopo aver esordito giovanissimo in DnC nel 2012-2013. Alla sua prima vera annata in un campionato senior in D Regionale, ha mantenuto la propria media realizzativa attestandosi a quasi 9 punti su un totale di 27 partite disputate.

Nello scacchiere del riconfermato coach Benetollo andrà a rinsaldare la batteria di esterni, che ha già registrato importanti conferme. Vestiranno infatti ancora la maglia giallonera: Marcello Berti, Cristano Gallocchio, Marco Nanti e Giacomo Vizzotto. Sul fronte interno, oltre all’albignaseghese Luca Fabian, è inoltre rinnovato il rapporto ormai decennale, che lega il capitano Francesco Nanti ai colori dell’Albignasego. Ala forte-centro, classe 1987, insieme al cugino Marco e a Vizzotto, è uno dei capostipiti della “vecchia guardia”, con i quali la società vuole provare a riconfermarsi nel prossimo impegnativo campionato di serie C Silver.

Nei prossimi giorni, verranno definite altre operazioni, che perseguiranno l’obiettivo di rafforzamento del gruppo, che lo scorso maggio ha agguantato meritatamente la finale playoff con lo Sportschool Dueville cullando a lungo il sogno dell’accesso in C Gold.

Nanti, Vieno e Rizzi: è tripla per i gialloneri

Arrivano tre rinforzi per la stagione 2015-2016, che vedrà l’Albignasego Basket impegnato nel ridenominato campionato di C Silver. L’ultimo acquisto in ordine cronologico per la formazione del confermato coach Maurizio Benetollo è l’esperta guardia di 182 centimetri Nicola Nanti, classe 1982, cugino di Marco e Francesco, colonne portanti del club giallonero.

NICOLA NANTI. Simbolo e capitano della Pallacanestro Limena, in cui ha militato ininterrottamente fra C/1 e C/2 per oltre due lustri, il maggiore dei tre cugini si è attestato nella sua ultima stagione gialloblù a quasi 12 punti di media a gara, nonostante qualche acciacco ne abbia minato il rendimento. Nicola andrà a rafforzare il reparto esterni, che ha registrato due uscite importanti, quelle di Pietro Scarpa e Marco Nanti. Il primo, che ha capitanato il quintetto albignaseghese per un decennio, ha deciso di salutare il gruppo alla ricerca di nuovi stimoli. L’altro si è invece preso un anno sabbatico dalla pallacanestro.

ANDREA VIENO. Al posto di Marco Nanti, in cabina di regia opererà il giovane Andrea Vieno. Classe 1993, 170 centimetri, Vieno è un playmaker dinamico e moderno, proveniente dalla Pallacanestro Piovese, dove è nato e cresciuto cesticamente. Con la squadra di Gigi Maggetto, ha giocato nell’ultimo biennio in serie D, affermandosi come uno dei migliori registi della categoria. La scorsa stagione ha chiuso con una media di 9.1 punti a partita, saltando però la seconda parte di campionato a causa di un grave infortunio alla caviglia.

FILIPPO RIZZI. Il settore lunghi verrà puntellato dall’Under Filippo Rizzi, ala forte di 195 centimetri classe 1997, in arrivo con la formula del prestito dall’Under 19 DnG della Virtus Padova. Fratello d’arte dell’ex play giallonero Giacomo, Filippo si è messo in luce con la squadra U19 di Massimo Friso realizzando un high season di 29 punti (9.5 la sua media durante la fase regolare) nel match di ritorno contro Casalpusterlengo, che ha regalato ai neroverdi la qualificazione al concentramento Interzona. Il suo innesto servirà a compensare anche lo spazio lasciato libero dal pivot Nicola Navaglia e dall’ala Alberto Ferro, che hanno optato per altre destinazioni.

A Nicola Nanti, Andrea Vieno e Filippo Rizzi, l’Albignasego Basket rivolge il benvenuto e un in bocca al lupo per la loro nuova avventura in giallonero, che scatterà ufficialmente lunedì 24 agosto, ore 19.30, al campo di atletica dello stadio “Toni Franceschini” a Voltabarozzo, con la preparazione affidata al trainer Mirko Menin.

“Il basket di una vita” di Paolo Parpajola

Per addetti ai lavori, tifosi e appassionati di basket del territorio padovano, nominare Paolo Parpajola e Antonio Paperini, per tutti Toni, è come nominare il maestro della pallacanestro padovana e il suo discepolo. Con le nozioni e gli insegnamenti di Parpajola, uno dei decani tra gli allenatori della palla a spicchi veneta, sono cresciuti molti allenatori. Ha dedicato gran parte della propria vita all’insegnamento della pallacanestro giovanile e seniores. Approdato al basket intorno alla metà degli anni sessanta con gli allievi della Virtus, proseguì al Petrarca e alla prima squadra del Cus femminile per poi rincasare alla Virtus come allenatore prima delle giovanili e poi al timone della prima squadra, che mantenne per 10 anni consecutivi. Durante il decennio in neroverde, Parpajola traghettò la Virtus dalla D alla serie B conquistata nell’annata 1975-1976 per poi restarvi altri due anni.

Sui suoi appunti tecnici, che era solito compilare tutti i giorni, ne è venuto fuori un libro, un manuale di tecnica cestistica, un must have per tutti gli allenatori, dal titolo Il basket di una vita curato dal suo discepolo Toni Paperini, con prefazioni di coach Massimo Friso, del giornalista, allenatore e promoter, Giorgio Gandolfi, e di Paolo Baron, caposervizio della redazione sportiva del mattino di Padova.

Per conoscere un po’ meglio quest’opera abbiamo fatto quattro chiacchiere con Toni Paperini, oggi responsabile tecnico del Pool Albignasego Conselve Montegrotto Padova Sud, ma per lungo tempo pilastro portante della società neroverde.

Toni Paperini, intento a disegnare alcuni diagrammi alla lavagna

«Sono nato in via dei Tadi, a 30 metri dal patronato del Duomo, quando ancora la palestra virtussina non era stata costruita e dove gli spazi angusti del patronato consentivano un solo campetto, e pure in cemento. In quegli anni, la visibilità della pallacanestro era in aumento, grazie alla conquista sia del quarto posto alle Olimpiadi di Roma da parte della Nazionale italiana, sia della serie A da parte del Petrarca. Petrarca che, con 9 giocatori di provenienza tutta padovana e uno straniero, coadiuvati in panchina dal famoso allenatore Aza Nikolic, conquistò poi il terzo posto nella massima divisione».

«Tutto questo creò un entusiasmo, che mi influenzò e che non mi ha mai abbandonato – continua Paperini –. A 18 anni iniziai ad allenare in Virtus dove rimasi per circa un decennio, passando dal settore giovanile alla prima squadra. Ma alla Virtus sono tornato in più cicli, un amore non muore mai, uno alla fine degli anni Novanta e un altro che si è concluso nella stagione 2006-2007, l’anno famoso di Lucas Pérez in prima squadra, oggi uno dei migliori giocatori in Argentina, un fenomeno, tra i primi 20 giocatori del paese sudamericano. E quell’anno la Virtus vinse il campionato. Fu un campionato esaltante, non eravamo arrivati tra i primi in regular season, ma ai play off fu tutta un’altra storia».

Quando ha conosciuto Paolo Parpajola?

«È stato il mio primo allenatore quando avevo 15 anni, il mio maestro. È stato lui, che mi ha proposto di diventare allenatore e per 10 anni è stato il capo-allenatore e il mio punto di riferimento tecnico. Per 15 anni sono stato la sua ombra».

Quando è nata l’idea del libro?

«Ci siamo incontrati con Paolo nell’aprile 2012. Si è presentato con due raccoglitori ad anelli, colmi di fogli, appunti, buttati di getto, un manoscritto di circa 250 pagine. “Mi piacerebbe lasciare in eredità questa cosa…” mi disse e da lì è partito tutto. È partita un’impresa che è durata due anni. È stato un lavoro impressionante, che mi ha preso tantissimo e alla fine di tutto mi sono sentito perso».

Il prof Aza Nikolic

Mi racconta del libro?

«In questo manuale viene descritto il “Parpa-pensiero” e la sua filosofia di pallacanestro. Con l’aiuto di Mattia Rossetto e Filippo Ghersel, abbiamo raccolto tutto il sapere cestistico di Paolo e lo abbiamo distillato in oltre 560 schemi-esercizi di semplice e immediata lettura. Tutti schemi che ho ripreso uno ad uno dagli schizzi del mio maestro, un lavoro incredibile ma al tempo stesso entusiasmante. Il libro è una specie di summa di enciclopedia, una sintesi che tocca i principali aspetti del gioco del basket: dai fondamentali al gioco collettivo, esercizi di attacco e di difesa, a metà campo e a tutto campo. Un’opera esemplare, frutto dell’esperienza di una vita dedicata al basket. La mia speranza, condivisa dallo stesso Paolo, è che possa diventare un utile strumento di apprendimento e approfondimento per quanti vogliano intraprendere il percorso di allenatore, i coach dei settori giovanili e i tecnici più esperti delle squadre seniores. Molto estesa è la parte dedicata al palleggio e interessante quella dell’uno contro uno. È un tributo dovuto al mio grande maestro Parpajola, allievo della scuola di Aza Nikolic, forse l’allenatore più famoso d’Europa e di tutti i tempi, i cui allenamenti Paolo andò a osservare dalla tribuna tutte le sere per un anno intero, col taccuino in mano».

Paolo Parpajola (al centro) a pranzo con Massimo Friso e Toni Paperini

Continuiamo con coach Friso che del libro ha scritto la prefazione. «Paolo Parpaiola – ricorda Massimo Friso – fu il mio primo allenatore. Giorgio Frescura, uno dei più promettenti giocatori di pallacanestro e mancato in età giovanile, era un mio carissimo amico. Quando avevo 12 anni, mi portò alla Virtus, dove trovai Parpajola che mi allenò per un anno per poi scartarmi, perché ero troppo piccolo di statura. Fu una grande delusione, ma questo non mi scoraggiò: il mio coach mi aveva insegnato che lo sport significa anche competere, lottare, mettere alla prova il proprio carattere. A lui devo tantissimo, ha influito moltissimo sulla mia vita reale. Giocavo a calcio, anche più che benino, eppure riuscì a farmi amare questo sport e farmi diventare quello che sono stato e sono oggi. Lo devo a lui, che pure mi scartò. Dopo più di 40 anni ricordo ancora gli esercizi che mi faceva fare. La bravura di un allenatore è trasmettere dei fondamentali, che poi si mantengono per sempre. Molti degli esercizi sui fondamentali offensivi e difensivi riportati in questo libro, mi tornano in mente in modo naturale. L’impostazione e l’esecuzione del tiro, del palleggio del passaggio, sono ben scolpiti nella mia mente, come i commenti caustici e i dotti riferimenti cinematografici che accompagnavano le correzioni in allenamento. Consiglio a tutti di leggere questo libro tecnico della pallacanestro di un vero maestro di questo gioco. È un lascito, ma nello stesso tempo rappresenta un punto di partenza. Una fonte d’ispirazione per un movimento cestistico padovano che ha bisogno di ricompattarsi per tornare ai fasti che gli competono. Parpajola fu un grande allenatore della Virtus, dove creò uno zoccolo duro di allenatori che hanno fatto scuola. Ed è su questo che sto lavorando».

Il clinic di Massimo Friso per i tecnici della Virtus

Sulla base degli insegnamenti del maestro del basket padovano, tutti gli allenatori del pool Virtus si sono ritrovati nei giorni passati per una riunione tecnica, sotto la guida del loro direttore tecnico Massimo Friso. Un modo per stare insieme, per migliorare, per lavorare uniti, per portare avanti un progetto. È proprio il caso di dire che “l’unione fa la forza”: l’unione degli allenatori della Virtus fa la forza della società neroverde che vuole trasmettere a tutti, in primis agli allenatori e a cascata ai giocatori, il massimo della pallacanestro padovana».

E per finire mi piace riportare le parole di Paolo Parpajola stampate all’inizio del libro.

Nikolic, Zorzi, Bonali, Pizzichemi sono gli allenatori che più hanno influito sulla mia formazione tecnica. Li ricordo con tanta, tanta nostalgia. Per più di trent’anni ho allenato tre società: il Cus Padova femminile, la Virtus Padova e il Cittadella. Queste società mi hanno dato tanto e resteranno sempre nel mio cuore. Ringrazio infine Toni Paperini per aver visionato e impostato il libro.

E a nome di tutti quelli che l’hanno conosciuto, incrociato sui campi da basket, avuto l’onore di averlo come coach, le quattro parole scritte da Paperini:

Grazie di tutto MAESTRO!!

  • Il libro Il basket di una vita è disponibile nelle librerie su prenotazione o reperibile al link www.editriceartistica.it.

Paola Marini

L’INTERVISTA. Pellecchia ad Albignasego

È ufficiale già da qualche giorno: Giovanni Pellecchia, allenatore nella stagione appena conclusasi della squadra virtussina dell’Under 17 d’Eccellenza, è il nuovo coach della prima squadra dell’Albignasego Basket. E a un allenatore neroverde, che solo in parte si toglierà i colori societari (Giovanni infatti continuerà ad allenare una squadra giovanile virtussina) non poteva non mancare un’intervista, e allora eccomi qui, a chiacchierare con un giornalista, uno che fa dello scrivere il suo lavoro di tutti i giorni.

 

Contento?

«Molto. È la prima volta a Padova, in una squadra senior e partendo da capo-allenatore. Squadre senior le ho già allenate, ma sempre come assistente, a Marostica prima e con Friso due anni fa. Mi piace molto, l’Albignasego è una società con ottimi rapporti con la Virtus, ci potranno essere sinergie con la società neroverde, vedi anche il recente progetto “Tutti per Padova, Padova per Tutti”, che ha visto la società dell’Albignasego, nelle persone del presidente Franco De Marchi e del suo direttore sportivo Toni Paperini, tra i partecipanti. La prendo con grande entusiasmo e poi sarà quello che sarà. La cosa bella, molto piacevole, è che da quando si è diffusa la notizia mi stanno arrivando tante testimonianze che mi fanno piacere sia perché sono rivolte a me, sia perché dimostrano che c’è una grande fame di basket in questa città. Tante sono state le telefonate, i messaggi, anche da fuori città».

E a dimostrazione di questo mi fa piacere riportare il post di Giovanni su Facebook perché tutti lo possano leggere, anche a chi è sfuggito:

Un grande ringraziamento a quanti (e sono stati davvero tanti), di persona o via fb, sms, whatsapp o altro, si sono complimentati con me e mi hanno augurato  in bocca al lupo per questa nuova avventura. Grazie di cuore! Al di là dell’affetto nei miei confronti, tutto questo sia testimonianza dell’interesse e della passione per il basket, che cova sotto la cenere in questa città.

Ti aspettavi una proposta simile?

«A dir la verità, negli ultimi anni, quasi a ogni estate, mi è arrivata una proposta da squadre senior. Poi, per un motivo o un altro ho lasciato decadere. Quest’anno però ci ho pensato un po’ di più, l’ho presa più seriamente in considerazione: ho pensato che alla mia età fosse giusto mettersi in gioco. Tra l’altro quasi in contemporanea è arrivata un’altra offerta che mi ha messo in crisi. Alla fine la mia decisione è stata di provarci e rispondere positivamente a Franco De Marchi».

Quando inizi?

«Ho già iniziato, sono impegnato a fare la squadra insieme al direttore tecnico e a quello sportivo (Massimo Pavan, ndr). L’Albignasego ha tradizionalmente un nucleo di 4-5 giocatori, che sono assieme da 8-9 stagioni, al quale si aggiunge Nicola Navaglia, giocatore che fino al dicembre 2012 ha vestito i colori della prima squadra Virtus. Stiamo valutando tra quelli che ci sono 2-3 ragazzi, che ho visto io».

Cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco?

«A me piace molto allenare le giovanili, da sempre. Tant’è vero che mi piacerebbe molto portare un po’ della mia esperienza delle giovanili in questo gruppo senior. Voglia di respirare di nuovo aria di prima squadra mi era venuta, vediamo come andrà a finire».

Mi hai detto che hai percepito ”tanta fame di pallacanestro a Padova”, come pensi possa essere soddisfatta vista la crisi attuale?

«La crisi è legata al momento attuale, costi di gestione elevati, sponsor che si fanno fatica a trovare, la passione si vede e si sente tra la gente, tra i tanti tifosi che anche in questa stagione sono venuti a riempire le tribune del Pala Fabris in occasione dei playoff della prima squadra virtussina, ma anche gli spalti delle palestre minori spesso sempre pieni per le partite giovanili o di Promozione. È un discorso lungo ma che dobbiamo sempre tenere a mente».

Mi hai parlato di Marostica. Quali sono state le tue esperienze passate?

«Ho allenato 4 anni nella città vicentina, gruppi giovanili e come assistente di Roberto Rugo (padovano, di estrazione virtussina) in B/2. L’ultimo anno la società decise di esonerarlo e mi incaricò di continuare la stagione, era il 2010-2011. Poi sono arrivato in Virtus, dove per due anni ho seguito il settore giovanile, Under 17 in particolare. Il primo anno siamo arrivati alla finale provinciale, quello successivo, sempre con lo stesso gruppo, abbiamo partecipato al campionato d’Eccellenza dove siamo arrivati secondi in regione dopo la Reyer Venezia ed eliminati poi all’Interzona per differenza canestri. Si giocava contro squadre di prim’ordine, Abc Varese, Livorno e Stella Azzurra Roma. Nell’ultima giornata, contro quest’ultima squadra, abbiamo vinto di 7, ma dovevamo fare almeno una differenza canestri di 12 e così siamo stati eliminati. Fu comunque un campionato al di là delle aspettative, c’erano squadre forti come Benetton, Marostica e Reyer. Quest’ultima in particolare era composta dallo stesso gruppo che per due anni consecutivi, questo e lo scorso, si è laureata vice-campione d’Italia in DnG. E contro la Reyer, la Virtus aveva perso di parecchio all’andata ma di pochissimo al ritorno, dopo una partita punto a punto, a dimostrazione di quanto eravamo migliorati. Era l’anno che dal Petrarca erano arrivati alla società neroverde, Luca Roin e Simone Allegro. Poi come è ben noto a tutti nel 2012/13 sono stato assistente di Friso in prima squadra e nell’Under 19 Elite».

E nella stagione appena terminata all’Under 17 d’Eccellenza?

«Conquistato il quarto posto in regione, siamo andati allo sfortunato spareggio contro il Recanati a Ravenna. Una partita che vorrei dimenticare. Resta il rammarico per come ci siamo arrivati, un po’ per gli infortuni, un po’ per i ragazzi col doppio impegno, che erano reduci dall’Interzona e andavano alle Finali Nazionali Under 19 Elite. Da parte mia, l’impotenza di provare a cambiare le carte in tavola durante la partita; a parte il primo quarto in cui eravamo in vantaggio, dopo il primo break non abbiamo più avuto presa sulla partita. Merito comunque del Recanati, che ci ha creduto e contro le mie previsioni (nella mia intervista pre-spareggio Giovanni aveva definito l’Interzona “blindata”, con squadre molto toste, Casalpusterlengo, Siena e Brindisi) è approdato alle Finali Nazionali. Rammarico perché alla fase finale è approdato anche Treviso che in campionato avevamo battuto. Anche se l’epilogo è stato sfortunato, poco piacevole, resta nella mia testa, nei miei occhi e nei miei ragazzi, un’annata molto bella. Da sottolineare che contro la Reyer, che ha vinto sempre e perso solo nella finalissima contro Bologna, in realtà noi a Rubano abbiamo perso di 3  dopo un tempo supplementare. Onore al merito ai miei ragazzi! La Reyer a casa nostra se l’è dovuta sudare. È stata una partita tosta, bella, divertente, impegnativa, che dà soddisfazione. Ovvio che c’è il rammarico per non averla vinta però è stato uno dei momenti più alti dell’intero campionato, così come vincere alla Ghirada contro la Benetton. Sopra di 14 a 3’30”, sono riusciti a superarci e alla fine abbiamo vinto noi di 6».

Sei da 4 anni in Virtus Padova, come ci sei arrivato?

«Sono cresciuto nella “rivalità” della Virtus, ho giocato e allenato nel Petrarca prima del Marostica. L’anno prima di approdare in Virtus mi aveva contattato Franco Bernardi ma non potevo, troppo forte era l’impegno anche morale che mi legava alla squadra vicentina; poi l’anno dopo è stato il momento giusto».

Mi hai detto che giocavi a basket.

«Fatte tutte le giovanili con il Petrarca. Fino a 14-15 anni ero un piccolo fenomeno, da 45 canestri a partita, un po’ anche per la costituzione fisica, ero già alto come adesso. Poi ho iniziato a fare più fatica anche se a 15-16 anni giocavo nella squadra che è arrivata seconda alle Finali Nazionali di CaorleConcordia Sagittaria, squadra allenata da Massimo Friso. E da lì è iniziato il mio rapporto con l’allenatore della prima squadra Virtus».

Quando hai iniziato ad allenare?

«A 19 anni. È a quell’età che Friso mi ha fatto nascere il virus di allenare. A quell’epoca allenava l’Under 19 d’Eccellenza, poi a metà stagione subentrò in prima squadra e contemporaneamente seguiva un corso di minibasket. Ha iniziato a coinvolgermi e io pian piano ho iniziato ad allenare. È stato un bel punto di riferimento. E ci siamo ritrovati sulla panchina Virtus».

Altri ricordi?

«Giocavo come senior con la Pro Pace. Eravamo allo spareggio, per non retrocedere, partita secca, del campionato provinciale di Promozione. E abbiamo vinto. Campo neutro al palazzetto dell’Arcella, l’avversario se non ricordo male era il Piombino Dese. Partita tirata, intensa, sono stato il secondo miglior marcatore. Annata difficile ma chiusa con una vittoria».

Cosa vuoi trasmettere a chi ti legge?

«Al di là di quello che possano essere i risultati, il bello del basket sono le emozioni. Ogni volta che ritornano alla mente i ricordi di un evento, di una partita, di una vittoria come di una sconfitta, riaffiorano le emozioni che vivevo in quel momento, gioia o pianto, felicità o amarezza ma alla fine emozioni sempre molto belle. Così come con la partita contro la Stella Azzurra dove non avevamo raggiunto la differenza canestri necessaria per andare alle finali, sono scoppiato in un pianto dirotto, oppure col gruppo ’91, alle Finali Nazionali di Bormio, durante la partita ci fu un blackout: in quei 10 minuti non sapevo cosa fare tanta era la mia tensione e continuavo a spostare i borsoni dei miei ragazzi».

Grazie Giovanni, un grande grande In Bocca al Lupo per la nuova avventura.

Fonte: Paola Marini, www.virtuspadova.it.

Tutti per Padova, Padova per tutti

L’Albignasego Basket e le altre società del Pool hanno aderito al progetto promosso in connubio con altre realtà padovane per dare impulso all’attività giovanile d’Eccellenza e realizzare un canale di formazione privilegiato per atleti e tecnici delle categorie Under 17 e Under 19.

Un incubatore d’eccellenza per i ragazzi più promettenti del basket padovano. Virtus Padova, Roncaglia & Vigonza, Olimpia Camposampiero, Minibasket Orfeo, Scuola Basket Frogs, Monselice Basket e il polo cestistico Albignasego Conselve Montegrotto Padova Sud hanno siglato un’intesa per valorizzare i loro talenti Under 17 e Under 19.

Tutti per Padova, Padova per tutti. Questo lo slogan del progetto, avente come capofila la Virtus e benedetto dalla Fip di Padova, che mira nel lungo termine a formare gruppi giovanili d’alto livello, capaci di competere nel campionato Under 17 d’Eccellenza (nella foto l’Under 17 del nostro Pool guidata da Damiano Brigo) e nella DnG Under 19 confrontandosi con le più forti squadre d’Italia, ma che parallelamente si prefigge anche d’incentivare l’attività giovanile per le competizioni Elite e provinciali. Potenzialmente, sarebbero già 2 mila gli atleti coinvolti.

«Per numero di praticanti e tesserati», osserva il diesse virtussino Massimo Caiolo, «la pallacanestro padovana non è seconda a nessuno, ma non riesce a proporre una realtà di vertice. Abbiamo deciso di sottoscrivere questa unione d’intenti dando vita a un consorzio, che possa tracciare un percorso tecnico, in cui far confluire i migliori prospetti del nostro territorio. Il pool è aperto a tutte le società, che desiderano farne parte. Questo accordo infatti vuole essere soltanto un punto di partenza per allargare la base e ambire a traguardi ambiziosi».

Nella mente dei promotori c’è un sogno, neanche tanto celato: vedere nel prossimo futuro un’unica prima squadra senior, che scenda in campo al Pala Fabris. Per i giovani più meritevoli, però, lo sbocco immediato in prima squadra attualmente resterebbe quello della Broetto Virtus in DnC.

«Purtroppo», spiega Caiolo, «non ci sono ancora i tempi a Padova per creare un’unica entità cestistica di riferimento. Come canale tecnico d’eccellenza si sfrutta quello esistente della Virtus, ma ciò non vieta a un atleta e alla sua società di valutare altre opzioni qualora si presenti l’opportunità: lo scambio di giocatori è sempre condiviso in via tecnica e formale».

A fare da supervisori all’intera progettualità saranno i coach virtussini Massimo Friso e Daniele Rubini, che assolveranno anche l’incarico di responsabili tecnici dei quintetti d’Eccellenza in fase di gestazione. «Durante la mia esperienza di allenatore maturata in diverse società padovane», sostiene Toni Paperini, direttore tecnico del Pool Albignasego Conselve Montegrotto Padova Sud, «ho registrato alcuni tentativi andati a vuoto di unione in ambito giovanile. Stavolta, però, mi sembra che i presupposti siano positivi. Anche perché, in questo caso, lo scopo non è incassare denaro dai parametri dei giocatori. È una questione di orgoglio: Padova deve esprimere una dimensione tecnica adeguata per il settore giovanile, se vuole allestire un’unica squadra senior competitiva».

Fonte: il mattino di Padova

L’INTERVISTA: Faccia a faccia con Penso

Andrea Penso, ex tecnico dell'Albignasego

«Dopo aver giocato le giovanili tra Lido e Reyer a Venezia, mi sono trasferito per lavoro qui a Padova, dove ho iniziato a giocare per hobby con la Prima Divisione della Pro Pace. La squadra aveva una gestione comune e capitava durante i timeout di provare a dare qualche indicazione. Una quindicina di anni fa un compagno, scherzando, mi disse di provare a fare l’allenatore. Accese una lampadina. La stessa cosa me la sentivo dire da qualche coach che mi aveva allenato alle giovanili. Alla fine ci ho provato, in qualche modo volevo continuare con la pallacanestro e quella giocata aveva i giorni contati».

Tornando al presente, quali sono le tue considerazioni sull’esperienza fatta all’Albignasego Basket?

«La collaborazione è nata per caso, frequentato il corso condotto da Massimo Friso, non conoscevo quasi nessuno a Padova dell’ambiente e non sapevo cosa fare. Ricevetti una telefonata da Franco De Marchi, a cui ero stato segnalato da un compagno di corso. Ci trovammo e dopo aver capito dove si trovasse Albignasego (sono pur sempre veneziano), accettai di collaborare. Ad Albignasego ho allenato tutte le categorie giovanili, portato una squadra di giovani dalla Seconda Divisione alla Promozione, allenato per una parte della stagione la D fino alla salvezza e ho avuto l’opportunità di andare a scuola come assistente di Antonio Mormile, Michele Caiolo e Toni Paperini. Poi, negli ultimi due anni, mi è stata affidata la guida della squadra di C Regionale, dove abbiamo raggiunto le semifinali. Sicuramente è stata la parte più lunga e ricca di soddisfazioni della mia vita cestistica».

Penso conclude un percorso ultradecennale sulla panchina albignaseghese

Scelta amara?

«È come finire un buon libro, ti spiace ma non puoi farci niente, ti resta un bel ricordo. Una sensazione di dispiacere c’è ed è innegabile. In questi giorni, i ricordi sono proprio tanti, ma sono convinto che i tempi fossero maturi e che dovessi lasciare. Adesso, spero di avere qualche altra possibilità per poter allenare, perché l’unica cosa certa è che con la pallacanestro non ho chiuso di sicuro».

Come ti lasci con Albignasego?

«Con un abbraccio e un ringraziamento a tutte le persone che mi hanno supportato e sopportato come Carlo Bertoli e Massimo Pavan. Un grazie speciale va al mio assistente Michele Celi, che si è sorbito tutte le depressioni post sconfitta e ai ragazzi che abbiamo allenato (sempre impennato!!), senza i quali non sarebbe stato possibile divertirsi come abbiamo fatto. E naturalmente a Toni, che per primo ci ha creduto».

Fonte: Ciof.it

Albi-Virtus al memorial Fincato di Limena

Dopo le luci e ombre intraviste al torneo di Solesino, l’Albignasego Basket si sposta verso l’ovest della provincia e l’Alta Padovana per partecipare a un altro quadrangolare con squadre di DnC, C e D Regionale. Stasera, i gialloneri calcano infatti il parquet della palestra Ilaria Alpi di Limena, dove alle 21.15 giocheranno la semifinale del memorial “Luca Fincato” contro la Virtus Padova. Al torneo, aperto per la prima volta alla categoria senior, sono presenti anche i padroni di casa del Limena e la 3P Crm Mortise, che si scontreranno nella prima semifinale in programma alle 19.30, sempre al Pala Alpi di via Verdi.

EX NEROVERDI. Avversaria dell’Albignasego, come detto, sarà la Virtus di coach Massimo Friso, che la scorsa stagione arrivò a un passo alla finale playoff di DnC. Non servono tanti giri di parole o presentazioni per i virtussini, che rappresentano di fatto la prima squadra di Padova a livello nazionale. Tanto più che diversi giocatori e dirigenti albignaseghesi vantano un passato in maglia neroverde: da Giacomo Vizzotto e Davide Cominato a Riccardo Drigo, Nicola Navaglia e Giacomo Rizzi, fino al responsabile tecnico del Pool Toni Paperini e al diesse Massimo Pavan.

LA VIRTUS. In estate la Virtus ha cambiato fisionomia salutando i senatori Davide Andreaus, Manuel Babetto e Francesco Pressanto (tornato proprio a Limena), ma ha mantenuto un nucleo di pura patavinitas, integrando Carlo Alberto Gasparello e il rientrante Filippo Sabbadin (da Cittadella). Anche Limena e 3P, però, fanno affidamento su organici di assoluto spessore, prodotti da una campagna acquisti, che ha portato in dote diversi atleti di categorie superiori. «Si prospettano partite importanti – commenta Andrea Penso – affronteremo una formazione di grande livello, ma anche Limena e 3P si sono attrezzate allestendo un roster all’altezza di una DnC. Mi auguro che i derby possano costituire un motivo d’orgoglio per i miei ragazzi».

  • Le finali si terranno domani (sabato 14 settembre), ancora al palazzetto Alpi, con “finalina” e “finalissima” del quadrangolare prefissate rispettivamente alle 19.30 e 21.15.

(nella foto con il numero “7” il capitano Pietro Scarpa difeso sulla rimessa dal fondo da Nicola Nanti, capitano del Limena)

 

Albignasego avanti, è ancora C Regionale

Non è stato semplice concludere la stagione, ma alla fine l’Albignasego Basket è riuscito a restare sulla breccia confermando la propria volontà di prender parte al campionato di C Regionale 2013-2014. Per il prossimo futuro, l’obiettivo è quello di allestire una squadra competitiva e, come annunciato nei giorni scorsi con la new entry di Daniele Bertollo, la società albignaseghese ha già mosso un primo passo concreto in questa direzione. Vi proponiamo un articolo uscito nei giorni scorsi sul mattino di Padova, dove viene analizzato il (desolante) panorama, che si sta delineando nei campionati nazionali e regionali di serie C, in seguito alle mancate iscrizioni di diversi club della nostra regione.

È crisi conclamata per il basket padovano e in generale per l’intero pianeta della palla a spicchi veneta. In DnC, come se non bastasse la rinuncia del Cittadella e il tentennamento della 3P Crm Mortise, sono diverse le società costrette a gettare la spugna a causa delle difficoltà economiche. In ordine cronologico, l’ultima defezione proviene da San Bonifacio, che pochi giorni fa ha abbandonato ufficialmente la categoria. Nel girone veneto-friulano, dove quest’anno è scesa in campo anche la Broetto Virtus, sembrano prossimi al forfait Caorle e i Giants Marghera, che si sono separati da coach Daniele Rubini.

IN DNC. Restano così soltanto sei o sette compagini a rappresentare il Veneto in DnC: Oderzo, Conegliano, San Vendemiano, Montebelluna, Mestre, Virtus e forse la 3P. A questo plotone, si affiancano quattro squadre friulane e una formazione trentina: Cormons, San Daniele, Gorizia, Jadran Trieste (con qualche riserva) e Bolzano. Altrettanto magmatica la situazione in C Regionale, dove Istrana ha già salutato e Silea ha ridimensionato il suo impegno lasciando liberi i giocatori seniores. Scrutando invece lo scenario al piano superiore, in DnB non s’iscriveranno al campionato Marostica, che ripartirà dalla serie D in collaborazione con il Vicenza Basket Giovane, e il Bassano intenzionato a partecipare alla C Regionale. Troppo onerosi i costi di gestione per la competizione nazionale. La lunga sequela di addii aveva perfino aperto uno spiraglio per la partecipazione in DnB della Broetto.

VIRTUS PADOVA. «È vero», ammette il ds virtussino Massimo Caiolo, «ci sarebbe stata l’opportunità di accedere a una serie maggiore. Finora, la federazione ha ricevuto poche conferme d’iscrizione e ci aveva proposto l’acquisizione del titolo di DnB. Purtroppo, abbiamo dovuto declinare l’invito: Padova ha preferito altre strade e ciascuno ha deciso di badare al proprio orticello. In ogni caso, la Virtus continuerà a portare avanti la propria attività a livello di settore giovanile. Abbiamo riconfermato un allenatore come Massimo Friso, insieme a cui lavoreremo sui giovani, perché abbiano delle prospettive e trovino uno sbocco in campionati importanti. Se possiamo garantire la DnC, non è certo perché navighiamo nell’oro, ma perché sappiamo di poter puntare sui nostri ragazzi».

(nella foto Francesco Nanti sotto canestro contro Istrana, che ha già ufficializzato la propria rinuncia alla C Regionale)

Mercato: doppio tesseramento per Navaglia

In relazione alla new entry Nicola Navaglia, l’Albignasego Basket precisa che l’atleta, prelevato la scorsa settimana dalla Broetto Virtus, è stato girato in prestito dal club neroverde con la formula del doppio tesseramento. Il giocatore, pertanto, potrà rispondere in caso di necessità alla chiamata dei virtussini, scendendo in campo, sia nel campionato di C Regionale che in quello di Divisione Nazionale C (DnC).

CHI È. Nato a Padova nel 1992, Navaglia (nella foto con la casacca numero 20) è un’ala-pivot duttile e mobile di 202 centimetri, che conta già qualche apparizione in DnC. In questa stagione, ha collezionato sei gettoni di presenza con la formazione di coach Massimo Friso calcando il parquet contro Cormons, Montebelluna, Servolana Trieste, Gorizia, San Vendemiano e Udine. L’anno scorso, sotto la guida di Michele Caiolo, ha giocato nell’Under 19 Elite della Virtus e tra le fila dell’Europool Ardens Silvestrini in D Regionale, accanto a Riccardo Drigo, Giacomo Rizzi e Davide Romeres.

ALTRI VIRTUSSINI. Tre amici e compagni di squadra, che ha ritrovato qui ad Albignasego debuttando in maglia giallonera sabato sera nella felice trasferta di Mirano. Navaglia è giunto alla corte albignaseghese per sostituire il buco lasciato nel roster dalla partenza della guardia Francesco Viaggi (’92), separatosi consensualmente dalla società del presidente Franco De Marchi.

Al nuovo acquisto Navaglia e al cestista in uscita Viaggi auguriamo un caloroso in bocca al lupo per il loro prosieguo di carriera.

Mercato: Riccardo Drigo all’Albignasego

La colonia neroverde dell’Albignasego Basket si arricchisce di un nuovo elemento. Come anticipato dagli “amici” della Virtus, il nuovo aquisto della formazione di coach Penso è Riccardo Drigo, ala piccola di 194 centimetri, che quest’anno ha fatto parte della squadra di DnC, allenata da Massimo Friso. Drigo, classe 1992, è cresciuto nelle giovanili virtussine e nelle ultime due annate ha militato nella Virtus Cave, giunta alla finale del campionato di Promozione e nell’Ardens Silvestrini di Michele Caiolo in serie D, dove ha realizzato rispettivamente 3.9 e 5 punti di media a partita. In DnC aveva già debuttato nel 2010-11 segnando, in sole sei gare disputate, 1.8 punti in 10’ di permanenza sul parquet.

CHIUSO. Il giovane giocatore ha accettato di scendere in C Regionale, ingolosito dalla possibilità di aumentare il proprio minutaggio. Nelle prime cinque giornate del torneo nazionale, si era ritagliato un po’ di spazio (entrando nello starting five a Cormons e per la sfida casalinga contro Oderzo), ma la frattura al setto nasale, rimediata a Montebelluna, e l’innesto in corso d’opera di Davide Andreaus hanno ridotto all’osso il suo impiego.

LA SCELTA. La sua decisione, però, è motivata anche dall’obbligo di frequenza nel secondo semestre universitario a Venezia. Ad Albignasego sarà chiamato di fatto a rimpiazzare il posto lasciato vacante dopo la partenza di Matteo Suman (altro ex della Broetto Virtus) accasatosi all’Armistizio Patavium in serie D.

AMICI VIRTUSSINI. Riccardo ritroverà i compagni di squadra all’Under 19 virtussina e dell’esperienza targata Ardens Silvestrini, Giacomo Rizzi e Davide Romeres, che con la maglia giallonera si sono ben comportati in questa prima metà di campionato.