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L’INTERVISTA. Pellecchia ad Albignasego

È ufficiale già da qualche giorno: Giovanni Pellecchia, allenatore nella stagione appena conclusasi della squadra virtussina dell’Under 17 d’Eccellenza, è il nuovo coach della prima squadra dell’Albignasego Basket. E a un allenatore neroverde, che solo in parte si toglierà i colori societari (Giovanni infatti continuerà ad allenare una squadra giovanile virtussina) non poteva non mancare un’intervista, e allora eccomi qui, a chiacchierare con un giornalista, uno che fa dello scrivere il suo lavoro di tutti i giorni.

 

Contento?

«Molto. È la prima volta a Padova, in una squadra senior e partendo da capo-allenatore. Squadre senior le ho già allenate, ma sempre come assistente, a Marostica prima e con Friso due anni fa. Mi piace molto, l’Albignasego è una società con ottimi rapporti con la Virtus, ci potranno essere sinergie con la società neroverde, vedi anche il recente progetto “Tutti per Padova, Padova per Tutti”, che ha visto la società dell’Albignasego, nelle persone del presidente Franco De Marchi e del suo direttore sportivo Toni Paperini, tra i partecipanti. La prendo con grande entusiasmo e poi sarà quello che sarà. La cosa bella, molto piacevole, è che da quando si è diffusa la notizia mi stanno arrivando tante testimonianze che mi fanno piacere sia perché sono rivolte a me, sia perché dimostrano che c’è una grande fame di basket in questa città. Tante sono state le telefonate, i messaggi, anche da fuori città».

E a dimostrazione di questo mi fa piacere riportare il post di Giovanni su Facebook perché tutti lo possano leggere, anche a chi è sfuggito:

Un grande ringraziamento a quanti (e sono stati davvero tanti), di persona o via fb, sms, whatsapp o altro, si sono complimentati con me e mi hanno augurato  in bocca al lupo per questa nuova avventura. Grazie di cuore! Al di là dell’affetto nei miei confronti, tutto questo sia testimonianza dell’interesse e della passione per il basket, che cova sotto la cenere in questa città.

Ti aspettavi una proposta simile?

«A dir la verità, negli ultimi anni, quasi a ogni estate, mi è arrivata una proposta da squadre senior. Poi, per un motivo o un altro ho lasciato decadere. Quest’anno però ci ho pensato un po’ di più, l’ho presa più seriamente in considerazione: ho pensato che alla mia età fosse giusto mettersi in gioco. Tra l’altro quasi in contemporanea è arrivata un’altra offerta che mi ha messo in crisi. Alla fine la mia decisione è stata di provarci e rispondere positivamente a Franco De Marchi».

Quando inizi?

«Ho già iniziato, sono impegnato a fare la squadra insieme al direttore tecnico e a quello sportivo (Massimo Pavan, ndr). L’Albignasego ha tradizionalmente un nucleo di 4-5 giocatori, che sono assieme da 8-9 stagioni, al quale si aggiunge Nicola Navaglia, giocatore che fino al dicembre 2012 ha vestito i colori della prima squadra Virtus. Stiamo valutando tra quelli che ci sono 2-3 ragazzi, che ho visto io».

Cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco?

«A me piace molto allenare le giovanili, da sempre. Tant’è vero che mi piacerebbe molto portare un po’ della mia esperienza delle giovanili in questo gruppo senior. Voglia di respirare di nuovo aria di prima squadra mi era venuta, vediamo come andrà a finire».

Mi hai detto che hai percepito ”tanta fame di pallacanestro a Padova”, come pensi possa essere soddisfatta vista la crisi attuale?

«La crisi è legata al momento attuale, costi di gestione elevati, sponsor che si fanno fatica a trovare, la passione si vede e si sente tra la gente, tra i tanti tifosi che anche in questa stagione sono venuti a riempire le tribune del Pala Fabris in occasione dei playoff della prima squadra virtussina, ma anche gli spalti delle palestre minori spesso sempre pieni per le partite giovanili o di Promozione. È un discorso lungo ma che dobbiamo sempre tenere a mente».

Mi hai parlato di Marostica. Quali sono state le tue esperienze passate?

«Ho allenato 4 anni nella città vicentina, gruppi giovanili e come assistente di Roberto Rugo (padovano, di estrazione virtussina) in B/2. L’ultimo anno la società decise di esonerarlo e mi incaricò di continuare la stagione, era il 2010-2011. Poi sono arrivato in Virtus, dove per due anni ho seguito il settore giovanile, Under 17 in particolare. Il primo anno siamo arrivati alla finale provinciale, quello successivo, sempre con lo stesso gruppo, abbiamo partecipato al campionato d’Eccellenza dove siamo arrivati secondi in regione dopo la Reyer Venezia ed eliminati poi all’Interzona per differenza canestri. Si giocava contro squadre di prim’ordine, Abc Varese, Livorno e Stella Azzurra Roma. Nell’ultima giornata, contro quest’ultima squadra, abbiamo vinto di 7, ma dovevamo fare almeno una differenza canestri di 12 e così siamo stati eliminati. Fu comunque un campionato al di là delle aspettative, c’erano squadre forti come Benetton, Marostica e Reyer. Quest’ultima in particolare era composta dallo stesso gruppo che per due anni consecutivi, questo e lo scorso, si è laureata vice-campione d’Italia in DnG. E contro la Reyer, la Virtus aveva perso di parecchio all’andata ma di pochissimo al ritorno, dopo una partita punto a punto, a dimostrazione di quanto eravamo migliorati. Era l’anno che dal Petrarca erano arrivati alla società neroverde, Luca Roin e Simone Allegro. Poi come è ben noto a tutti nel 2012/13 sono stato assistente di Friso in prima squadra e nell’Under 19 Elite».

E nella stagione appena terminata all’Under 17 d’Eccellenza?

«Conquistato il quarto posto in regione, siamo andati allo sfortunato spareggio contro il Recanati a Ravenna. Una partita che vorrei dimenticare. Resta il rammarico per come ci siamo arrivati, un po’ per gli infortuni, un po’ per i ragazzi col doppio impegno, che erano reduci dall’Interzona e andavano alle Finali Nazionali Under 19 Elite. Da parte mia, l’impotenza di provare a cambiare le carte in tavola durante la partita; a parte il primo quarto in cui eravamo in vantaggio, dopo il primo break non abbiamo più avuto presa sulla partita. Merito comunque del Recanati, che ci ha creduto e contro le mie previsioni (nella mia intervista pre-spareggio Giovanni aveva definito l’Interzona “blindata”, con squadre molto toste, Casalpusterlengo, Siena e Brindisi) è approdato alle Finali Nazionali. Rammarico perché alla fase finale è approdato anche Treviso che in campionato avevamo battuto. Anche se l’epilogo è stato sfortunato, poco piacevole, resta nella mia testa, nei miei occhi e nei miei ragazzi, un’annata molto bella. Da sottolineare che contro la Reyer, che ha vinto sempre e perso solo nella finalissima contro Bologna, in realtà noi a Rubano abbiamo perso di 3  dopo un tempo supplementare. Onore al merito ai miei ragazzi! La Reyer a casa nostra se l’è dovuta sudare. È stata una partita tosta, bella, divertente, impegnativa, che dà soddisfazione. Ovvio che c’è il rammarico per non averla vinta però è stato uno dei momenti più alti dell’intero campionato, così come vincere alla Ghirada contro la Benetton. Sopra di 14 a 3’30”, sono riusciti a superarci e alla fine abbiamo vinto noi di 6».

Sei da 4 anni in Virtus Padova, come ci sei arrivato?

«Sono cresciuto nella “rivalità” della Virtus, ho giocato e allenato nel Petrarca prima del Marostica. L’anno prima di approdare in Virtus mi aveva contattato Franco Bernardi ma non potevo, troppo forte era l’impegno anche morale che mi legava alla squadra vicentina; poi l’anno dopo è stato il momento giusto».

Mi hai detto che giocavi a basket.

«Fatte tutte le giovanili con il Petrarca. Fino a 14-15 anni ero un piccolo fenomeno, da 45 canestri a partita, un po’ anche per la costituzione fisica, ero già alto come adesso. Poi ho iniziato a fare più fatica anche se a 15-16 anni giocavo nella squadra che è arrivata seconda alle Finali Nazionali di CaorleConcordia Sagittaria, squadra allenata da Massimo Friso. E da lì è iniziato il mio rapporto con l’allenatore della prima squadra Virtus».

Quando hai iniziato ad allenare?

«A 19 anni. È a quell’età che Friso mi ha fatto nascere il virus di allenare. A quell’epoca allenava l’Under 19 d’Eccellenza, poi a metà stagione subentrò in prima squadra e contemporaneamente seguiva un corso di minibasket. Ha iniziato a coinvolgermi e io pian piano ho iniziato ad allenare. È stato un bel punto di riferimento. E ci siamo ritrovati sulla panchina Virtus».

Altri ricordi?

«Giocavo come senior con la Pro Pace. Eravamo allo spareggio, per non retrocedere, partita secca, del campionato provinciale di Promozione. E abbiamo vinto. Campo neutro al palazzetto dell’Arcella, l’avversario se non ricordo male era il Piombino Dese. Partita tirata, intensa, sono stato il secondo miglior marcatore. Annata difficile ma chiusa con una vittoria».

Cosa vuoi trasmettere a chi ti legge?

«Al di là di quello che possano essere i risultati, il bello del basket sono le emozioni. Ogni volta che ritornano alla mente i ricordi di un evento, di una partita, di una vittoria come di una sconfitta, riaffiorano le emozioni che vivevo in quel momento, gioia o pianto, felicità o amarezza ma alla fine emozioni sempre molto belle. Così come con la partita contro la Stella Azzurra dove non avevamo raggiunto la differenza canestri necessaria per andare alle finali, sono scoppiato in un pianto dirotto, oppure col gruppo ’91, alle Finali Nazionali di Bormio, durante la partita ci fu un blackout: in quei 10 minuti non sapevo cosa fare tanta era la mia tensione e continuavo a spostare i borsoni dei miei ragazzi».

Grazie Giovanni, un grande grande In Bocca al Lupo per la nuova avventura.

Fonte: Paola Marini, www.virtuspadova.it.

Tutti per Padova, Padova per tutti

L’Albignasego Basket e le altre società del Pool hanno aderito al progetto promosso in connubio con altre realtà padovane per dare impulso all’attività giovanile d’Eccellenza e realizzare un canale di formazione privilegiato per atleti e tecnici delle categorie Under 17 e Under 19.

Un incubatore d’eccellenza per i ragazzi più promettenti del basket padovano. Virtus Padova, Roncaglia & Vigonza, Olimpia Camposampiero, Minibasket Orfeo, Scuola Basket Frogs, Monselice Basket e il polo cestistico Albignasego Conselve Montegrotto Padova Sud hanno siglato un’intesa per valorizzare i loro talenti Under 17 e Under 19.

Tutti per Padova, Padova per tutti. Questo lo slogan del progetto, avente come capofila la Virtus e benedetto dalla Fip di Padova, che mira nel lungo termine a formare gruppi giovanili d’alto livello, capaci di competere nel campionato Under 17 d’Eccellenza (nella foto l’Under 17 del nostro Pool guidata da Damiano Brigo) e nella DnG Under 19 confrontandosi con le più forti squadre d’Italia, ma che parallelamente si prefigge anche d’incentivare l’attività giovanile per le competizioni Elite e provinciali. Potenzialmente, sarebbero già 2 mila gli atleti coinvolti.

«Per numero di praticanti e tesserati», osserva il diesse virtussino Massimo Caiolo, «la pallacanestro padovana non è seconda a nessuno, ma non riesce a proporre una realtà di vertice. Abbiamo deciso di sottoscrivere questa unione d’intenti dando vita a un consorzio, che possa tracciare un percorso tecnico, in cui far confluire i migliori prospetti del nostro territorio. Il pool è aperto a tutte le società, che desiderano farne parte. Questo accordo infatti vuole essere soltanto un punto di partenza per allargare la base e ambire a traguardi ambiziosi».

Nella mente dei promotori c’è un sogno, neanche tanto celato: vedere nel prossimo futuro un’unica prima squadra senior, che scenda in campo al Pala Fabris. Per i giovani più meritevoli, però, lo sbocco immediato in prima squadra attualmente resterebbe quello della Broetto Virtus in DnC.

«Purtroppo», spiega Caiolo, «non ci sono ancora i tempi a Padova per creare un’unica entità cestistica di riferimento. Come canale tecnico d’eccellenza si sfrutta quello esistente della Virtus, ma ciò non vieta a un atleta e alla sua società di valutare altre opzioni qualora si presenti l’opportunità: lo scambio di giocatori è sempre condiviso in via tecnica e formale».

A fare da supervisori all’intera progettualità saranno i coach virtussini Massimo Friso e Daniele Rubini, che assolveranno anche l’incarico di responsabili tecnici dei quintetti d’Eccellenza in fase di gestazione. «Durante la mia esperienza di allenatore maturata in diverse società padovane», sostiene Toni Paperini, direttore tecnico del Pool Albignasego Conselve Montegrotto Padova Sud, «ho registrato alcuni tentativi andati a vuoto di unione in ambito giovanile. Stavolta, però, mi sembra che i presupposti siano positivi. Anche perché, in questo caso, lo scopo non è incassare denaro dai parametri dei giocatori. È una questione di orgoglio: Padova deve esprimere una dimensione tecnica adeguata per il settore giovanile, se vuole allestire un’unica squadra senior competitiva».

Fonte: il mattino di Padova